Ogniqualvolta incontrate un cantante che si riferisce alla musica come a “la base” (sono sicuro che sapete di che cosa stia parlando), invece di (nell’ordine):
1. Deglutire strabuzzando gli occhi;
2. Irriderlo (silenziosamente, pubblicamente o in un secondo momento sui social network);
3. Lamentare lo stato morente della musica in Italia (al bar o sui social network);
TENTATE questo:
1. Deglutire, respirare (possibilmente senza alzare gli occhi al cielo);
2. SPIEGATE CON PASSIONE come se aveste di fronte un bambino di 6 anni (sono certo che molti di voi siano anche insegnanti, quindi è anche un buon esercizio educativo e di utilizzo di lessico adeguato) che cosa sia realmente la “base” di cui si parla, cioè dell’esistenza e possibilità di utilizzare strumenti come i musicisti per la creazione della musica e del processo che la porta ad esistere. Potete anche dilungarvi in base alle vostre conoscenze specifiche legate alla formazione e ai tipi di strumenti musicali, ai concetti di arrangiamento, all’importanza del suonare insieme e delle connessioni che si possono creare in questo modo (ricordatevi, sempre con termini semplici e senza sentirsi superiori).
I risultati (provati dalla mia esperienza):
1. Scatenare la curiosità;
2. Trasmettere la passione;
3. Informare senza dare giudizi morali;
4. Imparare qualcosa.
Per una società consapevole, l’apporto dei musicisti è fondamentale. Grazie per l’attenzione.
